Banca IFIS: Piano industriale triennale. Nel 2022 utile netto a 147 milioni di euro con significativa crescita dei business “core” e riduzione della componente straordinaria. Investimenti per 60 milioni di euro e 190 nuove assunzioni.

Banca IFIS: Piano industriale triennale. Nel 2022 utile netto a 147 milioni di euro con significativa crescita dei business “core” e riduzione della componente straordinaria. Investimenti per 60 milioni di euro e 190 nuove assunzioni.

 

Milano, 14 gennaio 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di Banca IFIS presieduto dal Vicepresidente dott. Ernesto Fürstenberg Fassio ha approvato il Piano Strategico 2020/2022.

«Il nuovo Piano conferma il ruolo di Banca IFIS quale Banca specializzata a sostegno dell’economia reale che ha come obiettivo prioritario quello di generare un utile d’esercizio crescente e sostenibile attraverso la sostituzione della componente finanziaria derivante dalla PPA con utile ricorrente “industriale” continuando, nel contempo, a distribuire valore ai suoi azionisti» spiega Luciano Colombini, Amministratore Delegato di Banca IFIS.

«Oggi presentiamo un Piano Industriale in continuità con i core business della Banca. Un Piano che esprime la massima trasparenza nei confronti del mercato e porterà Banca IFIS a un impegno ancora maggiore nei prossimi anni per cogliere tutte le opportunità nel rispetto degli obiettivi dichiarati. Il Piano sarà realizzato da un management team composto da professionisti di comprovata esperienza e specializzazioni complementari, con un track-record non comune. Siamo un Gruppo “unico” nel panorama bancario grazie al posizionamento competitivo che abbiamo nei diversi mercati e a un business model distintivo che verrà continuamente affinato per rafforzare la nostra leadership.

L’analisi di posizionamento strategico, di allocazione dei costi e del capitale che abbiamo realizzato ha evidenziato che tutte le aree di business continuano a essere profittevoli: NPL e Factoring, in particolare, presentano il maggior vantaggio competitivo. La diversificazione dà quindi oggi stabilità alla Banca e riduce il rischio di impresa. Il nostro vantaggio è essere presenti in segmenti di mercato con ampi spazi di crescita e, rispetto ai competitor, abbiamo migliori capacità di gestione e know-how esclusivi.

Nel segmento Commercial e Corporate Banking incrementeremo ulteriormente la nostra presenza nel segmento delle PMI da sempre nel dna di questa Banca. Questo avverrà attraverso l’evoluzione del modello di copertura del mercato, con nuovi investimenti in innovazione digitale e una strategia di marketing e comunicazione finalizzata ad aumentare la riconoscibilità del brand Banca IFIS. Un’offerta di prodotti più ampia, ma anche la continua evoluzione del nostro modello distributivo e operativo, ci consentiranno di espandere la nostra base clienti anche in zone attualmente meno presidiate e con grande potenziale.

Il Piano prevede, inoltre, un importante miglioramento della qualità dell’attivo, con la riduzione del costo del rischio a 75 punti base nel 2022, grazie a un’attenta gestione del rischio di concentrazione e al rafforzamento del processo di erogazione, gestione e monitoraggio del credito nonché al recupero delle posizioni non performing.

Nel segmento NPL continueremo a operare come investitore primario, forti di uno dei migliori servicer esistenti oggi sul territorio nazionale: tra il 2020 e il 2022 stimiamo di acquistare 8,5 miliardi di euro di nuovi crediti non performing. La strategia nel medio termine si baserà sull’acquisizione di portafogli di crediti unsecured, partecipando attivamente a tutti i processi di vendita sul mercato, sull’estensione al segmento secured e corporate delle caratteristiche dei portafogli deteriorati oggetto di acquisizione e sul rendere sempre più efficiente il processo di recupero dei crediti in sofferenza.

In questo triennio non ci aspettiamo effetti sostanziali derivanti dal calendar provisioning. Dal 2023 in poi, quando i portafogli soggetti ai requisiti normativi prudenziali rappresenteranno una parte significativa delle transizioni di non performing, la strategia sarà quella di agire come co-investitore per gli NPL, mantenendo un ruolo di player primario per le asset class di riferimento.

Nel piano, infine, grande attenzione è stata riservata all’evoluzione del capitale regolamentare, con il CET1 in crescita al 12% nel 2022, al di sopra dell’attuale soglia SREP dell’8,12% grazie alla crescita dell’utile d’esercizio» conclude Luciano Colombini, Amministratore Delegato di Banca IFIS.

 

Il comunicato stampa completo e la presentazione del Piano Industriale sono reperibili sul sito di Banca IFIS.

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